*) Distanza fra il Marina Cala de' Medici e ..........

Capraia

* 32 mg   

La sua superficie è di 1930 ha, lo sviluppo costiero di 27 km. Dista circa 64 km da Livorno, 42 km dall'Elba,37 km da Gorgona e 31 km dalla Corsica, (43°2’35’’ lat. Nord-9°50’45’’ long. Est).

Abitanti: 355 al 31.12.1999
Capraia Isola è un Comune autonomo in Provincia di Livorno. Capraia e' figlia di vulcani sorti dal mare. Crateri spenti e pacificati ci hanno regalato un vero e proprio spettacolo della natura che si mostra in tutta la sua bellezza alla Punta

dello Zenobito e a Cala Rossa. E' piu' lontana dalla costa italiana che dalla Corsica e somiglia all'isola francese per ambiente ed asprezza del paesaggio.

La costa rocciosa, spesso inaccessibile, e' un susseguirsi di grotte e guglie modellate dalla forza del mare. Capraia e' uno scrigno protetto da una fitta macchia mediterranea con corbezzoli, erica arborea, oleandri. Sono presenti un gran numero di endemismi e di rarita' tra i quali il fiordaliso di Capraia, la linaria, la silene, la borragine nana, il giglio di mare. Nel cuore dell'isola si apre lo Stagnone, un laghetto che in primavera si ricopre dei piccoli fiori bianchi del ranuncolo d'acqua e fa da cornice al gracidare della raganella sarda. E' facile imbattersi nei conigli selvatici e in branchi di mufloni, incontrare il picchio muraiolo ed il venturone corso, vedere le picchiate del falco pellegrino, ed il volo maestoso del falco pescatore.  Le coste intatte sono popolate da marangoni dal ciuffo, berte, gabbiani reali e dal rarissimo gabbiano corso.

Un tempo nel mare viveva la Foca Monaca. Oggi tra le praterie di posidonia e gli scogli popolati da alghe, spugne ed anemoni, si possono incontrare il suggestivo pesce luna, il tonno , la palamita, la leccia, le grandi cernie, saraghi, orate, dentici, ricciole e tutte le specie marine che abitano il Tirreno ed il Santuario dei Cetacei.

La colonia penale, abolita nel 1986, ha svolto un ruolo importante nella conservazione dell'ambiente naturale dell'isola.

 

                      

 

                                                                      Zone tutelate

• A terra: quasi tutto il territorio (zona 2), eccetto il centro abitato. Sono tutelati anche gli isolotti La Peraiola, Le Formiche, Lo Scoglione, lo Scoglio del Gatto, e lo Scoglio della Manza.
• A mare: una parte di zona 1, compresa tra punta della Manza e Punta del Trattoio, il resto zona 2 eccetto la zona libera compresa tra la Punta del Porto Vecchio e quella della Bellavista (di fronte all'abitato). In zona 1 sono vietati l’accesso, la navigazione, la sosta, l’ancoraggio, la pesca e l’immersione. In zona 2 la pesca è regolamentata dall’Ente Parco.

 

 

Elba

* 36 mg (Portoferraio)

La terza isola italiana per estensione (22.350 ettari), con 147 km di coste; sviluppo massimo est-ovest (tra Punta Nera e Capo Pero) 27 km; nord-sud (tra Capo Vita e Punta dei Ripalti) 18 km. Dista 10 km dalla costa di Piombino, 40 da Capraia e 50 dalla Corsica. Amministrativamente suddivisa in otto comuni: Campo nell'Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio Marina, Rio nell'Elba. La Provincia è di Livorno.
 

Abitanti: 30.122 al 31.12.2000 di cui di cui 1/5 vive nei centri abitati così distribuiti: 11.935 nel comune di Portoferraio, 4.362 in quello di Campo nell'Elba, 3.383 Porto Azzurro; 3.059 Capoliveri; 2.273 Rio Marina; 2.271 Marciana; 1.894 Marciana Marina; 945 Rio nell'Elba.

 

L'Elba e' un vero e proprio puzzle geologico, un incontro di zolle e frammenti erranti nel Mediterraneo che hanno costruito in milioni di anni un'isola con un'incredibile varieta' geologica.

 

Ma e' l'ambiente il vero protagonista di un territorio vario ed affascinante, ricoperto di boschi di lecci, sughere, pinete, e castagni che nascondono la grande felce Osmunda Regalis e la centaurea elbana. A sud predomina la profumata macchia mediterranea ad erica, fillirea, lentisco, mirto, corbezzolo, e in Primavera l'Elba e' un unico giardino colorato dai fiori bianchi e rosa dei cisti, dal giallo acceso delle ginestre, dal blu del rosmarino, e dall'arcobaleno delle orchidee. Viole dell'Elba e gigli di San Giovanni si spingono fino alla vetta del Monte Capanne (1.019 metri). In questo microcosmo e' facile incontrare il riccio e la rara martora. I boschi sono il regno del cinghiale, e i mufloni si spostano in grossi branchi sulle pendici dei monti. L'isola e' un luogo ideale di sosta per gli uccelli migratori prede del falco pellegrino. Non e' raro avvistare poiane e corvi imperiali e di notte assioli, barbagianni, civette.

Il mare e' per l'Elba storia, tradizione e lavoro. Un patrimonio che coniuga l'attivita' umana con la salvaguardia di un ambiente marino che mantiene ancora una grande ricchezza di specie che trovano cibo e riparo nelle grandi praterie di posidonia oceanica che circondano l'isola.

L'Elba e' stata dominata da Etruschi, Greci, Romani, Pisani, Appiani, Medici, Spagnoli, mentre fu Stato autonomo con Napoleone.

                                                                     Zone tutelate

• A terra: quasi il 50 % del suo territorio, compresi gli scogli e isolotti: le Formiche della Zanca, l'Ogliera, lo Scoglio della Triglia, l'Isola Corbella, le Isole Gemini, l'Isolotto d'Ortano, l'Isola dei Topi e lo Scoglietto di Portoferraio (zona 2).
Sono tutelati anche i territori degli isolotti di Palmaiola e Cerboli nel canale di Piombino (zona 2).
• A mare: il Decreto Ministeriale del 10 agosto 1971 ha istituito una zona di tutela biologica nel tratto di mare del territorio del comune di Portoferraio, in località le Ghiaie, compresa tra Punta Falcone e Capo Bianco, dove si trova Lo Scoglietto. In tale tratto di mare è proibita qualsiasi attività di pesca, sia professionale che sportiva, eccetto la pesca con lenze da terra e con totanaie.

 

Gorgona

* 22 mg

La più settentrionale (43°25'37'' lat. Nord) e la più piccola isola dell'Arcipelago, sede di una colonia penale è estesa per 220 ettari e dista circa 37 km da Livorno, 39 da Capraia e 60 dalla Corsica; ha uno sviluppo costiero di poco più di 5 km, è territorio del comune di Livorno.
 

Circa 150 km (80 miglia) la separano dall'isola di Giannutri, la più meridionale. Abitanti: circa 300, compresa la popolazione carceraria.
Vista da lontano la Gorgona assomiglia al dorso di una balena. Avvicinandosi si scopre un piccolo gioiello verde incastonato nel blu del Tirreno. La piu' piccola e la piu' settentrionale delle isole toscane e' un susseguirsi di valli e di colline, di grotte marine e di falesie. Ne accentua la bellezza la presenza di una rigogliosa vegetazione e di un mare limpidissimo.

 

Ricoperta da una profumata macchia mediterranea di Pini d'Aleppo, impreziosita dalla fioritura di rare orchidee, Gorgona e' l'ultima isola carcere italiana. Dal 1869 ospita una colonia penale che ha segnato il paesaggio con terrazzamenti e coltivazioni. Il mare che abbraccia questo piccolo frammento di terra e' spesso solcato da grandi e piccoli cetacei.

L'isola e' sede di una colonia penale agricola pertanto le visite sono a numero chiuso.

             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                       Zone tutelate

• A terra: il 100% del territorio (in maggior parte zona 1, in parte zona 2)
• A mare: la quasi totalità, all'eccezione di un corridoio d'attracco in corrispondenza di Cala Scalo, che si trova tra due fasce di zona 2. La maggior parte è zona 1. In zona 1 sono vietati l'accesso, la navigazione, la sosta, l'ancoraggio, la pesca, l'immersione.
In zona 2 accesso, navigazione, sosta, ancoraggio e immersione sono regolamentati dalla Direzione della Casa di Reclusione

 

Pianosa

* 52 mg

La sua superficie è di 1.025 ettari, lo sviluppo costiero di 26 km; dista circa 14 Km dall’Elba. E’ territorio del comune di Campo nell’Elba, la provincia è Livorno.

Ieri Isola del Diavolo, oggi Isola del Silenzio. un silenzio rotto soltanto dai suoni della natura che si perdono nell'azzurro sconfinato del mare.

 

Pianosa, uno zoccolo di tufo calcareo, e' un tappeto di rosmarino e cisto marino, interrotti da cespugli di lentisco. E' l'habitat ideale per gli uccelli migratori e per le numerose specie che vi nidificano. Ma i tesori piu' preziosi li conserva il mare, salvaguardato dalla secolare presenza carceraria (dal 1864 prima colonia penale, poi carcere di massima sicurezza)e dal gioco di correnti che difende l'isola  dalle maggiori fonti di inquinamento esterno.

 

Abitata fin dal Neolitico, Pianosa conserva numerose testimonianze di civilta' passate, in primo luogo romane, e custodisce le piu' importanti ed estese catacombe a nord di Roma.  L'isola e' visitabile dal 1998, anno in cui e' stato chiuso il carcere; tuttavia le visite sono a  numero chiuso e con percorsi guidati.

                         

     

                                                                      

                                                                     Zone tutelate
 

• A terra: il 100% del territorio (zona 1), inseriti nel perimetro del parco sono anche gli isolotti La Scarpa e La Scola.
• A mare: il 100% fino a un miglio dalla costa (zona 1)

 

Montecristo

* 64 mg

La sua superficie è di 1.040 ettari; lo sviluppo costiero è di 16 km. Dista circa 45 Km dall’Elba e 63 Km dall'Argentario. Provincia: Livorno
Riserva Naturale Integrale con decreto ministeriale del 4 marzo 1971, Montecristo è territorio del comune di Portoferraio, la provincia è Livorno.
Abitanti: due guardiani e due guardie forestali. L'isola del mistero e della leggenda, , di eremiti e pirati, celebrata da  Alexandre Dumas ne "Il Conte Di Montecristo" e' un cono di massa granitica che si eleva rapidamente dal mare fino a raggiungere i 645 metri d'altezza.

 

Un gioiello della natura impreziosito da stretti valloni, falesie, dirupi e roccia nuda che ovunque affiora all'improvviso.

Bella e selvaggia, quanto inospitale nell'aspetto, Montecristo e' praticamente inaccessibile essendo Riserva Naturale dal 1971. E' un vero e proprio giardino botanico con 300 specie spontanee e terra di numerosi endemismi tra insetti, molluschi e rettili, anche se ad imperare sull'isola sono soprattutto le capre selvatiche.

Rari ma significativi gli avvistamenti della Foca Monaca, che in tutto il Mediterraneo conta poche centinaia di esemplari.

 

Per visitare l'isola e' necessario ottenere una specifica autorizzazione congiunta fra Corpo Forestale dello Stato ed Ente Parco. L'isola e' comunque fruibile in maniera contingentata per un massimo di 1.000 persone l'anno.

                      

         

 

                                                                     Zone tutelate

• A terra: il 100% del territorio (zona 1); inserito nel perimetro del Parco è anche lo Scoglio d'Africa o Formica di Montecristo, il cui territorio è tutelato al 100%
• A mare: a mare: il 100% fino a 1 km dalla costa (zona 1)

 

Giglio

* 70 mg

Con una superficie di 2.120 ha l’isola del Giglio è la seconda in ordine di grandezza dopo l'Elba; lo sviluppo costiero è di 28 km; è situata di fronte al promontorio dell’Argentario dal quale dista circa 15 km, 20 km circa la separano da Porto Santo Stefano. Il capoluogo comunale è Giglio Castello; la provincia è Grosseto. Tre sono i centri abitati in permanenza: Giglio Porto, Giglio Castello e Campese.

 

Il Giglio e' la seconda isola dell'Arcipelago Toscano per dimensione ed abitanti. Quasi interamente granitica e montuosa, presenta pendici ripide e terrazzamenti con gradoni sostenuti da muri a secco.

 

Le coste digradano dolcemente ad Est mentre ad Ovest sono piu' aspre e scoscese: particolarmente suggestive per le alte falesie sono la Cala de''Allume e quella del Corvo. Lungo la costa si aprono spiagge di sabbia granitica: Campese, Caldane, Cannelle, Arenella.

Nella macchia crescono differenti specie di cisto, erica e grandi corbezzoli.

Molti terrazzamenti, costruiti con muri a secco (detti "greppe") di piccoli blocchi di granito,  sono ancora coltivati a vigneto e producono il famoso Ansonica del Giglio. Si tratta di veri e propri monumenti alla fatica e all'ingegno umano, tanto che l'Unesco li ha segnalati per l'inserimento nella lista dei beni dell'Umanita'.

Di notevole interesse l'avifauna.

Si segnalano la berta maggiore e minore, cormorani, albanelle reali, poiane, gheppi, falchi pellegrini, gabbiani corso e reale.

La fauna ittica e' quella tipica del Tirreno, con una popolazione ben conservata di Pinna nobilis (la grande nacchera), cernie, dentici, saraghi, ricciole e numerosi labridi.

Abitata nella preistoria e poi dagli Etruschi, segnata da incursioni saracene, saccheggi ed incendi, grandi battaglie navali e presenza di monaci ed eremiti, appartenne ai Medici ed al Granducato di Toscana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giannutri

* 80 mg

 

La più meridionale delle isole del Parco, 150 km circa (80 miglia) la separano dall’isola di Gorgona che è più settentrionale; ha una superficie di 260 ettari e uno sviluppo costiero di 11 km. Dista circa 14 km dal Giglio e 12 km dall’Argentario.
Abitanti: 20 persone circa escluse le presenze nella stagione turistica.

Una falce di luna stesa sul mare a chiudere a sud la schiera delle isole toscane, Giannutri e' un gioco di ripide scogliere, che delimitano ariose distese pianeggianti. Popolata da conigli selvatici e da numerose specie di uccelli di passo e stanziali

(tra cui il gabbiano corso), l'isola e' nota soprattutto per la ricchezza della fauna marina. Alghe, spugne, madrepore, gorgonie, colorano intere pareti sottomarine, mentre tra le praterie di posidonia trovano riparo nacchere, cavallucci marini, pesci ago, tritoni, cipree, aragoste, astici e magnose.

In mare aperto non e' raro incontrare delfini e balenottere.

In inverno, abitata da un pugno di persone, l'isola conserva i resti della villa romana della potente famiglia dei Domizi Enobarbi.  

 

       

                

                                                              Zone tutelate

• A terra: il 100% del territorio (zona 2)
• A mare: in parte (zona 1 e zona 2), esclusi due corridoi di accesso per le imbarcazioni. In zona 1 sono vietati l’accesso, la navigazione, la sosta, l’ancoraggio, la pesca e l’immersione. In zona 2 la pesca è regolamentata dall’Ente Parco.